lunedì 25 marzo 2013

Nudi nelle fauci del fisco Tutte le spese pagate con la carta di credito finiranno nell’anagrafe tributaria, una per una. E tutti gli accessi alle cassette di sicurezza

T
utte  le  spese  effettuate  con  la  carta
di  credito  finiranno  automaticamente
nell’anagrafe tributaria, una per una. La
grande banca dati del fisco sarà quindi
informata dei dettagli più insignifi-canti  della  vita  del  contribuente.
Anche  gli  accessi  alle  cassette
di  sicurezza  saranno  contati  ed
evidenziati  nella  trasmissione
annuale che le banche e gli altri
intermediari finanziari faranno a
partire dai dati del 2011. E così il
saldo attivo e passivo di tutte le
operazioni registrate sia sul conto
corrente sia sul deposito titoli. Per
farla  breve,  quello  che  una  volta
era il segreto bancario si è ribalta-to nel suo contrario, la trasparen-za  più  assoluta.  L’operazione  è  in
rampa di lancio da qualche tempo,
ma  ormai  ci  siamo,  manca  solo  la
firma del direttore dell’Agenzia delle
entrate sul provvedimento che spie-gherà agli intermediari finanziari le
modalità di trasmissione dei numeri
che registrano praticamente tutte le
più importanti scelte economiche de-gli italiani. La firma è attesa per le
prossime ore: il dubbio più importan-te da sciogliere riguarda la modalità
di trasmissione dei conti scudati.
Non si è ancora deciso se chiedere
una  trasmissione  a  saldo  zero
oppure obbligare anche all’in-dicazione  dei  saldi:  in  questo
caso ci sarebbe un’ennesima prova
che non conviene fidarsi dello Stato,
che prima promette l’anonimato, poi ti
fa pagare una tassa per restare anonimo e
poi ti toglie comunque ogni copertura.
L’elenco  provvisorio  dei  dati  che  finiranno
nell’anagrafe  tributaria  è  pubblicato  alle  pagine
4  e  5.  È  così  dettagliato  da  non  lasciare  all’evasore
alcuna possibilità di fuga. Non solo. Questi dati saranno
incrociati con gli altri già presenti nell’anagrafe tributaria,
per esempio quelli del redditometro, e dovrebbero portare
alla  formazione  di  liste  di  presunti  evasori  sempre  più
precise. Il sacrificio completo della privacy dei cittadini-contribuenti viene giustificato con le esigenze sempre più
pressanti della lotta all’evasione e con l’argomentazione
che  chi  non  evade  e  non  ricicla  denaro  sporco  non  avrà
nulla da temere.
P.s.
Poiché è assurdo spremere i cittadini e poi sprecare il
denaro pubblico, il sacrificio della privacy dei contribuenti
dovrebbe  essere  bilanciato  da  una  analoga  trasparenza
assoluta delle entrate e delle uscite dei politici e dei buro-crati. Tutti i loro movimenti bancari andrebbero segnalati
ad una banca dati, magari gestita dalla guardia di finanza,
con accesso limitato a qualche decina di giornalisti, di asso-ciazioni di consumatori, di pubblici ministeri, di detective
della corte dei conti. I cani da guardia antispreco. I servitori
dello Stato onesti non dovrebbero avere nulla da temere

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